#About#
Vuoi sentirti sicuro? La sicurezza si può avere in galera. Tre metri quadrati tutti per te senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza multe. Senza fermi per guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti...
Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui...
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PICCOLA AVVERTENZA
In questo blog quasi tutto è permesso, nei limiti della decenza e del buon gusto, naturalmente. L'unica esente da questa condizione sono io. Generalmente non cancello i commenti di nessuno, a meno che non contengano dichiarazioni di solidarietà, lodi alla sottoscritta. Troverete tra i commentatori abituali alcune persone strane che passano la loro vita al computer e, di regola, fanno domande, chiedono risposte, trinciano giudizi e nulla hanno da offrire. Consiglio di non perderci troppo tempo: vivono di luce riflessa.
Buona Vita, Dacia
Inserto tetrasettimanale del mensile EchoAfrica, Aut. Trib. Roma 79/93, Dacia Valent Editore, ROC 4613.
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[Bella ciao ciao| mercoledì, 06 settembre 2006
| 23:06 ] |
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Dopo i fasti del trionfale trasloco di Lia, che si è tuffata in quella che ormai anche io sono convinta sia la città più bella e generosa del pianeta, Genova, ho deciso di cambiare casa.
Non preoccupatevi, so quali sono i miei limiti e quindi non chiederò a nessuno di darmi una mano: considerato che non sono amabile come Lia, suppongo che invece di cercarmi un attico o una villa vista mare, i miei lettori abituali si precipiterebbero a mandarmi lugubri depliant di loculi a buon prezzo.
Visto che non ho intenzione di mettere alla prova la mia (im)popolarità, vi rassicuro e vi dico che non cambio casa fisicamente, solo virtualmente. Orsù, mettete via i ceri.
Una sola cosa mi dispiace, quella di lasciare la piattaforma: Iobloggo è speciale. Non credo di averlo mai detto ad Anija ed agli altri. Beh, lo faccio adesso. E mi dispiace di non averlo fatto prima.
Le case cambiano, ed anche le cose cambiano.
Il mio nuovo blog sarà moderatissimo. Non io, naturalmente. Solo il blog.
Per intervenire, senza incorrere nelle forche caudine della mia barbuta moderazione, vi toccherà iscrivervi e loggarvi. Si tratta di cosa veloce, basta un click, scegliere il proprio pseudonimo, fornire un e-ddress valido dove ricevere una password, et voilà, les jeux sont faits.
Naturalmente anche gli anonimi potranno intervenire, solo che i loro interventi verranno pubblicati - a mia discrezione - magari subito, o magari dopo un’ora o due.
E tutto ciò non perché io non sarò al computer, ci sono praticamente sempre, ma solo perché i loro commenti saranno viziati dalla fastidiosa percezione che ne ho: quella di un gruppetto di sfigati vigliacchi, che interviene solo per scassare la minchia alla gente per bene come me. Non sapete quanto è rilassante e divertente cancellare con un solo, pigro click, il lungo e pensoso intervento di un demente.
Per il resto, le regole restano quelle: non faccio sconti perché non ne chiedo. Fate altrettanto.
Ringrazio molto i miei abituali (e giornalieri) lettori istituzionali, dei quali ho scoperto l’esistenza grazie alle analisi di Google: cosa sarebbe la vita di una ragazza senza qualche silente ammiratore che prende alacremente nota di ciò che scrive, mentre prepara una saletta sadomaso dove farla divertire? Come? Si tratta di una sala interrogatori? Accidenti, mi dovrò accontentare...
Su, ragass, ci vediamo di la. Quando vi va, naturalmente.
Dacia Valent
www.verbavalent.com
orabasta dixit | permalink | 22 opinabili opinioni TrackBack (1) |
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[Domandina della Sera| lunedì, 04 settembre 2006
| 21:01 ] |
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Il presidente dell’UCOII da due giorni vive sotto scorta.
Ora, posto che Nour Dachan è l’uomo più malvagio d’Italia, e posto anche che i suoi “nemici” sono tutte brave persone (ebrei, Forza Italia, Lega Nord, Vittorio Feltri, Magdi Allam, e la più temibile di tutti, Souad ‘a animala Sbai), perché mai dovrebbe avere la scorta?
Dacia Valent
orabasta dixit | permalink | 13 opinabili opinioni TrackBack (0) |
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[Gli ebrei sono nazisti. O islamici.| lunedì, 04 settembre 2006
| 11:21 ] |
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Davvero, non potevo lasciarlo tra i commenti. Quindi, beccatevi il (solito) incommensurabile Ritvan. Che se ogni tanto non si ziotommasse (spesso dimentica di far parte di un mondo che questo mondo rifiuta) sarebbe la mia guida spirituale.
Dacia Valent
UPDATE
I miei accessi di "ziotommaggine acuta" sono dovuti al deplorevole fatto che non sono un fondamentalista islamico (e nemmeno musulmano tout court, se per questo) e/o comunista, pertanto penso sempre che chi viene in Italia per delinquere va cacciato a calci in culo. Nessuno è perfetto…
Ritvan
ANALOGIE MEIN KAMPF CORANO = CAMBIATE TAQQIYA
(Pregevole studio dell'esimio studioso Joshua Pundit - al quale va, a questo punto, indirizzato l'appellativo di "scimmia" derivato dal delizioso sillogismo di marcell_o - riveduto e corrotto da Ritvan, con gran dolore del Suo Discepolo Lapalissus:-) )
Mein Kampf: Sostiene che i tedeschi siano la razza superiore e che la Germania è destinata a dominare il mondo, ed a dominare tutte le altre razze o nazioni.
Corano: Sostiene che l'Islam ed i musulmani siano superiori al resto dell'umanità e che l'Islam è mandato da dio a conquistare il mondo e dominare tutte le altre religioni.
Gli ebrei si autodefiniscono, supportati dalle loro scritture, “popolo eletto” poiché "l’Eterno, il tuo Elohim, ti ha scelto per essere il Suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra" (Devarim 6:4; 7:6). Gli ebrei sono quindi islamici o nazisti, a scelta.
Mein Kampf: Lo stato e le sue leggi devono avere il controllo su ogni aspetto della vita dei propri cittadini. Tutti dovranno sottomettersi a tali regole.
Corano: L'islam e la sharia devono avere il controllo su ogni aspetto della vita. Tutti dovranno sottomettersi a tali regole.
Il Vaticano sostiene che tutti debbano osservare "la legge di Dio" in ogni aspetto della vita, anche in camera da letto. Il Vaticano dunque è islamico o nazista, a scelta.
Mein Kampf: I tedeschi hanno il dovere di reclamare il posto che dio ha assegnato loro nel mondo, a qualunque costo. La lealtà al "Volk" (popolo, razza), viene prima di qualsiasi altra considerazione di tipo etico.
Corano: I musulmani hanno il dovere di praticare il Jihad e di estendere il dominio dell'islam sul mondo intero, a qualunque costo. La lealtà all'Islam viene prima di ogni altra considerazione etica.
Gli ebrei hanno il dovere di reclamare il posto che dio ha assegnato loro nel mondo, a qualunque costo. Il posto si chiama "Eretz Israel" e, pertanto, gli ebrei sono musulmani o nazisti, a scelta.
Mein Kampf: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina.
Corano: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina.
Pentateuco: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina. Pertanto, gli ebrei sono di nuovo musulmani o nazisti, a scelta.
Mein Kampf: Gli omosessuali sono "traditori della razza" e dovrebbero essere condannati a morte (molti lo furono davvero).
Corano: Gli omosessuali sono "traditori di Allah" e dovrebbero essere condannati a morte (molti lo sono davvero).
Lettera di San Paolo a certi amici suoi (e facente parte dei Vangeli): gli omosessuali, graziosamente definiti "sodomiti" vengono elencati - mi pare - fra le voci "assassini" e "parricidi". Anche San Paolo (o i Vangeli in toto?) sono indubbiamente musulmani o nazisti, a scelta.
Mein Kampf: propone un piano dettagliato per la conquista del mondo, incluse le regole precise con cui i popoli sottomessi dovranno essere dominati dalla razza germanica. Sostiene che le proprietà, i beni, e la stessa vita dei popoli sottomessi appartengono ai tedeschi di diritto. Sostiene che i non tedeschi non debbano avere diritti civili.
Corano: propone un piano dettagliato per la conquista del mondo, incluse le regole precise con cui i popoli sottomessi dovranno essere dominati dagli islamici. Sostiene che le proprietà, i beni, e la stessa vita dei popoli sottomessi appartengono ai musulmani di diritto. Sostiene che i non musulmani non debbano avere diritti civili (a dire il vero, queste parti sono reperibili nella sunna o negli hadith, ma traggono comunque fondamento teologico dal Corano).
Ah, 'mbe, allora visto che il Corano stesso si considera - nero su bianco e non in base a presunte "fondamenta teologiche" - l'ultima "puntata" della Sacra Bibbia, allora pure la Sacra Bibbia in toto è musulmana o nazista. Sempre a scelta.
Mein Kampf: Divide il mondo in "territori tedeschi" e "territori nemici". Sostiene che i territori abitati da tedeschi o in cui i tedeschi abbiano un tempo abitato appartengano di diritto alla Germania, e che la Germania abbia il diritto/dovere di riappropriarsene, con ogni mezzo necessario.
Corano: Divide il mondo in "Dar Islam" e "Dar Harb (Territori nemici)". Sostiene che i territori abitati da Musulmani o in cui i Musulmani abbiano un tempo abitato appartengano di diritto alla "Dar Islam", e che i musulmani abbiano il diritto/dovere di riappropriarsene, con ogni mezzo necessario.
Una simile divisione o qualcosa di lontanamente paragonabile non si trova né nel Corano e neanche nei hadith. Dunque, l'Illustrissimo Joshua Pundit è un ignorante o un nazista, sempre a scelta.
Mein Kampf: Dà la colpa agli ebrei per ogni problema, e promette che saranno sterminati.
Corano: Dà la colpa agli ebrei per ogni problema., e promette che saranno sterminati ("Il profeta - sallallâhu ’alayhi wa sallam - disse: "Il giorno del giudizio non verrà finché i musulmani non combatteranno gli ebrei e li uccideranno. Quando un ebreo si nasconderà dietro una roccia o un albero, esso dirà: «O musulmano, oh servo di Allah! C'è un ebreo dietro di me, vieni ed uccidilo». Tutti gli alberi faranno così, eccetto al-Gharqad, perchè quello è l'albero degli ebrei.
Israele: dà la colpa agli arabi e ai musulmani in genere per ogni problema. Israele è, dunque, un paese musulmano o nazista, sempre a scelta, beninteso.
Ritvan
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[Santi subito| mercoledì, 30 agosto 2006
| 21:29 ] |
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Non ho mai letto di persone più sconsolate dei detrattori dell’UCOII. Davvero. Viene quasi voglia di uscire, comprare loro una figurina del "feroce Saladino" da bruciare in piazza, e far si che smettano di tirare su col naso.
Soffrono, ma tanto tanto. Ma giusto perché a soffrire non siamo noi. Anzi, la massima espressione di sofferenza musulmana in Italia, attualmente, è nell'immagine che ci regala l'incommensurabile Hamza Piccardo, scattata lo scorso w.e., in piena crisi.
Infatti, mentre tutte queste sfigatissime prefiche petulavano con lo scopo di "cancellare l'UCOII dalle carte geografiche", il potentissimo portavoce dell'Ucoii - dopo aver valutato l'esatta densità politica e il preciso spessore umano di chi ci att accava - decideva di andare a Gardaland, dove è giunto a bordo del suo tappeto volante, per divertirsi con una delle innumerevoli mogli del suo harem, parte del kit che viene distribuito ad ogni musulmano in Italia, e una piccola parte delle centinaia di migliaia di figli con le quali sta ripopolando (come ovviamente fa il resto della Umma) l'universo conosciuto.
Ebbene si, diciamocelo, questi malvagi dirigenti musulmani - mentre l'imbarazzante, volgare e chiassoso corteo del Israeli Pride passava, completo di drag queen e improbabili "cavalieri mascarati" - si facevano beatamente i fatti propri, godendosi la vita, alla faccia degli scandalizzati democratici colpiti dal pericolosissimo annuncio dell'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia.
Quello più composto nel suo dolore, ma giusto perché è riuscito ad esibire un elegante e stoico pragmatismo, è Carlo Giovanardi, il gemello presentabile, che con voce sommessa, indirizzandosi al ministro Amato, sussurra: “Senti, se proprio non vuoi espellerli, almeno sospendili, uffa”.
Quello più isterico, tipo una checca in finta fase premestruale, è il barboncino del Corsera, Magdi Allam, che in uno dei suoi soliti editoriali sgrammaticati non può che limitarsi ad alzare la zampetta e fare un po’ di pipì (pochina, sapete, la prostata, shhhh) sul piedistallo di quel monumento che si chiama UCOII.
Poi naturalmente ci sono i post-fascisti alla Maurizio Gasparri, che ormai da 3 giorni continua ad ammannirci la stessa dichiarazione, che rende via via più truculenta, ma giusto per riuscire a farsela pubblicare: aveva iniziato - l’ometto che viene dal partito di Almirante, indimenticabile fan dei rastrellamenti degli ebrei durante il ventennio - chiedendo la semplice esclusione dell’Ucoii dalla Consulta, quindi, visto che non se l’è filato nessuno, ieri ha chiesto la bonifica della Consulta (o dell'Ucoii, boh, va à savoir). Scommetto che domani chiederà che il presidente Dachan venga strangolato con una corda di pianoforte. Se non nel suo stile, una cosa del genere ce l’ha senz’altro nel DNA.
E che dire dell’avvocato Renzo Gattegna, un elegante Nessuno sponsorizzato dalla destra più becera delle comunità ebraiche (per capirci, gente che va a braccetto dei discendenti di Mussolini, con buona pace della Memoria, che definire selettiva sarebbe un complimento immeritato), che non vedendo andare a buon fine l’atto di vassallaggio che pretendeva (e continua a pretendere) da noi musulmani, ha protestato contro la mollezza del ministro Amato, reo di non aver fatto di più. Suppongo che gli sarebbe piaciuto che il ministro dell'interno, fez in testa, tuonasse: “Spezzeremo le reni ai perfidi islamici”, ordinando un altro rastrellamento di musulmani, ma giusto per non perdere l'abitudine.
E, nel frattempo, tutte le denunce nei confronti dell'Ucoii sono state archiviate. Amen.
Sentite, facciamo un giochino, su.
Provate ad ipotizzare che domani la IADL avanzasse una precisa richiesta, facendola sostenere dalle Moschee italiane, dai centri culturali islamici, e magari anche da deputati e senatori di tutti gli schieramenti, al fine di azzerare la Consulta, magari mantenendola in carica per l’ordinaria amministrazione, ma chiedendo la contestuale convocazione di elezioni generali per consentire ai musulmani - italiani e stranieri regolarmente residenti in Italia - di eleggere 16 nuovi membri di una Consulta che sia realmente rappresentativa dell’Islam italiano.
Provate a ricordare che la Consulta è un organismo che rappresenta un gruppo religioso, e quindi ça va sans dire che le elezioni dovrebbero essere tenute nei centri religiosi e di cultura islamica, o che comunque questi dovrebbero essere coinvolti in prima persona (giuridica, naturalmente)
Provate a immaginare che si instauri quello che l’UCOII ha sempre chiesto (e che le è stato sempre negato), e cioè un processo elettorale, trasparente e comunitario, come base della rappresentanza delle musulmane e dei musulmani all’interno delle istituzioni democratiche.
Ora, vi prego, secondo voi, come andrebbe a finire?
Oddio, forse la domanda dovrebbe essere un’altra: secondo voi, perché l’unica cosa che nessuno vorrebbe in questo paese è quella di vedere i musulmani che eleggono i propri rappresentanti?
Bizzarro, né, che siano proprio quelli accusati di estremismo, fondamentalismo e poco attaccamento ai valori della “democrazia occidentale”, gli unici a volere un processo elettorale trasparente che dia all’Islam italiano una rappresentanza democratica, no?
Ma lasciamo stare queste questioni, così aliene ai difensori della democrazia. Che poi sono gli stessi che parlano di ammettere Israele all'Unione Europea.
Dire che sono imbecilli mi sembra poco, considerato che l'unico stato che mai potrà esser ammesso proprio per motivi statutari all'UE - per le violazioni del diritto internazionale, il rifiuto di accordi come quello sulla non proliferazione nucleare e la Convenzione di Ginevra, l'uso della tortura e degli omicidi extragiudiziali come normali prassi di gestione del proprio ed altrui territorio, il persistere dell'occupazione della Palestina - è proprio quello li. Francamente sarebbe più semplice accogliere l'Iran, non fosse che non affaccia sul Meditarreneo, unica caratteristica semieuropea che Israele potrebbe esibire a supporto di una sua eventuale application.
E nel frattempo, a Gaza, dal 30 luglio, data in cui è stato catturato un soldato israeliano (che ci faceva poi a Gaza? Non si erano ritirati?), gli israeliani hanno ucciso 225 persone, di cui 62 sono bambini, e ferito 900 civili. Ma l'hanno fatto solo per difendersi, diamine. Ottime credenziali, né?
Comunque, questo post è stato scritto per tenere la manina ai nostri isterici ed istorici nemichetti, sia mai che ci accusino anche di scarsa propensione consolatoria.
Perché, da brava musulmana, faccio mio l’assioma di uno dei nostri profeti più importanti, Gesù: amate il nemico vostro. Non riuscite nemmeno ad immaginare quanto questo riuscirà a fargli girare le balle.
Dacia Valent
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[Svergognati| martedì, 29 agosto 2006
| 19:22 ] |
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L’Ucoii è qui. Per restare. In effetti ciò che esce dal meeting straordinario convocato dal ministro Amato, fortemente voluto da un branco beante di iene e sciacalli, è un messaggio chiaro, limpido, cristallino: una sola organizzazione in questo paese ha la reale, effettiva, rappresentanza delle musulmane e dei musulmani, e il suo nome è UCOII.
A nulla sono valse le pressioni esercitate dai soliti noti: l’UCOII è imprescindibile nel panorama politico italiano. Una Consulta, che ripeto ritengo uno strumento non solo inutile ma anche discriminatorio, non avrebbe senso senza l’Ucoii.
Questo lo sanno anche i sassi.
Sarebbe bastato che i sassi di cui sopra l’avessero fatto sapere anche ai vermi che si annidano sotto di loro, e ci saremmo risparmiati una settimana di passione, non vi pare?
Ho preferito tacere fino alla soluzione (scontata, va detto) della querelle che ha visto la mobilitazione del mondo civilizzato uscito dalla civiltà dell’ammore contro i trogloditi musulmani, barbuti e malvagi. Ma oggi, con tanta calma e soprattutto, con la consapevolezza che abbiamo vinto, mi va di discorrerne.
Non so quanti di voi abbiano letto l’annuncio dell’Ucoii. Lo trovate qui.
Nel testo dell’annuncio non si parla mai di ebrei. Non si parla dello sterminio degli ebrei. Non si citano campi di concentramento, e gli unici pogrom ai quali si fa riferimento sono quelli iniziati contro la popolazione locale della Palestina, i Palestinesi, dal 1937, per mano dei terroristi ebrei dell’Haganah, dell’Irgun, alla Banda Stern e quindi dai vari governi che si sono succeduti alla guida dello stato israeliano.
Nell’annuncio si parlava di Israele, di governo israeliano e di esercito israeliano.
Qualcuno potrebbe arguire che Israele coincida perfettamente con gli ebrei. Ed in effetti si è molto lavorato in questi decenni per forzare questa sovrapposizione, che richiede invece un grosso sforzo di sospensione dell’incredulità.
Ma non tutti gli israeliani sono ebrei. Lo è poco meno del 60% della popolazione.
Su 6.350.000 persone di cittadinanza israeliana, solo il 76% sono di religione ebraica. Su questi 4.826.000 persone, 1.000.000 sono di dubbia religione, probabilmente cristiano-ortodossi, provenienti dalla Russia ed autodichiaratisi ebrei per convenienza, sono “parcheggiati”; gli unici tra questi nuovi immigrati ad accedere in tempi veloci alla cittadinanza sono quelli provenienti dalle file dell’esercito russo, e solo se si arruolano immediatamente. Di ebrei in Israele ce n’è solo 3.600.000 circa. Il resto della popolazione è musulmana e cristiana.
Quindi, a rigor di logica numerica e storica, si potrebbe dire che Israele non è né uno stato “ebreo” né tanto meno è nato dall’Olocausto, visto che in Israele gli ebrei si sono trasferiti ben prima che iniziasse l’ordalia di sangue del Terzo Reich e la composizione della popolazione da tutta un’altra fotografia sociale.
Quello che UCOII ha fatto è stato paragonare non le vittime, perché queste sono identiche nel dolore che hanno lasciato nei loro cari e nel solco che hanno arato nella nostra storia, bensì le azioni dei carnefici.
Nella Polonia occupata, il comandante degli squadroni della morte, Werner Best, concluse che la risposta più efficace contro il “terrorismo” (così veniva definita la resistenza dai nazisti) erano le punizioni collettive. Dopo la caduta della Francia, fu lui a impostare la politica del controterrorismo del Terzo Reich nei paesi occupati dalla Germania.
Nelle città dove si pensava che la popolazione opponesse resistenza passiva all’occupazione, venivano tagliati i fili del telegrafo/telefono, s’imponeva il coprifuoco, la restrizione dei movimenti.
La resistenza attiva, invece, era punita con rappresaglie che colpivano maggiormente la popolazione civile, dai responsabili politici, agli uomini d’affari fino a semplici cittadini presi a caso.
Nel settembre de 1941, Hitler stesso firmò un decreto che ordinava le misure più dure contro i civili delle zone dove la resistenza era più attiva, affermando che solo le condanne a morte collettive avrebbero potuto avere un reale effetto dissuasivo.
Nell’ordine stabiliva che per ogni soldato tedesco ucciso dalla resistenza, avrebbero dovuto essere uccisi 50 civili.
Lidice, Oradour, Marzabotto, Kortelisy, non sono state azioni contro gli ebrei, che mi sa se la stavano vedendo parecchio brutta nel silenzio generale e con la complicità del Vaticano, ma azioni contro i partigiani, contro i resistenti, fatte apposta per fiaccare lo spirito nazionale, per rendere invisi i difensori del suolo patrio alle popolazioni locali.
Ora, chi di voi ha il coraggio di negare che Israele utilizzi abitualmente il metodo della punizione collettiva? Chi di voi ha il coraggio di negare che per la liberazione di 2 soldati e per mettere fine alla resistenza armata contro l’occupazione di una parte del Libano, Israele non abbia chiesto un tributo in vite e strutture assolutamente disumano?
Certo, ha ragione Carlo Fusco quando sul blog di Lia parla di paragone improprio, trovando più attinente un paragone tra il progetto della Grande Israele con quello della grande Serbia di Milosevic, ed altri che invece paragonano il comportamento degli israeliani a quello del governo di Pretoria durante l’apartheid.
Ma questa è la storia che noi abbiamo studiato, e se è vero che l’abiezione toccata dai nazisti durante il secolo scorso è ricordata con orrore, il medesimo orrore va riservato all’abiezione di chi utilizza gli stessi metodi sotto i nostri occhi, quotidianamente.
Poi, dite quello che volete, ma abbiate un po’ di vergogna, che male non vi farebbe.
Dacia Valent
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[E adesso, Adecco| sabato, 26 agosto 2006
| 20:00 ] |
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Ogni tanto mi piace occuparmi del popolo, voi sapete quanto buona ed umile di cuore io sia.
Quindi, quando ho trovato quest’accorato grido d’aiuto del nostro giullare preferito, Andrea Sartori, altrimenti noto negli ambienti della mala pavese come Andrea 'O Animaletto Sartori, non ho potuto fare a meno di dargli un po’ più di visibilità, perché era perso tra gli annunci di Anna Bucioc (nota spammer rumena) che cerca insistentemente lavoro come badante.
Su, facciamo qualcosa per questo esemplare stoico della razza umana: lo prendono tutti per il culo e lui, imperterrito continua a chinarsi, per prenderlo meglio.
Dacia Valent
§ CERCO LAVORO COME: correttore bozze, redattore, giornalista
§ NOME e COGNOME: ANDREA SARTORI - ETA': 28 - TITOLO DI STUDIO: laurea in lettere classiche
§ LINGUE STRANIERE:inglese e francese ottimi, discreta comprensione di spagnolo e cinese
§ STATO OCCUPAZIONALE ATTUALE: disoccupato
§ INTERESSATO PER LA SEGUENTE AREA GEOGRAFICA: Milano o Pavia e provincia
§ EMAIL: aristocle77@yahoo.it - TEL.: 3387524471
ESPERIENZE LAVORATIVE: esperienza come insegnante privato a ragazzi delle superiori e ragazzi stranieri, esperienza di lavoro in un ristorante italiano a Londra
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[Fai la cosa SBAIata| giovedì, 24 agosto 2006
| 03:22 ] |
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Beh, a me viene un pochino da sorridere. Oggi sono venuti i carabinieri in sede e mi hanno notificato una querela.
Fino qui, tutto normale, ne arrivano a quintali e, fino ad oggi, tutte quante archiviate.
Ma questa è particolare, lo giuro, è buffissima, per due motivi.
Allora, la sera del 9 di ottobre dell’anno scorso, ho telefonato a Souad Sbai.
Voi vi chiederete “ma perché una personcina ben nata come te, Dacia, chiama al telefono una marocchina camerieradentro un po’ maniaca?”.
Semplicemente perché erano settimane che sui nostri blog imperversavano una serie di sgrammaticati e sgarrupatissimi personaggi, molto maleducati, che si firmavano con molti nick (completi di provenienze diverse tra loro), salvo poi postare i commenti dalla stessa macchina.
Per capirci: Abdul di Catania e Caterina di Milano, benché scrivessero da una enorme distanza fisica, lo facevano a pochissima distanza temporale l’uno dall’altra.
Invidiosissima del fenomeno della moltiplicazione dei troll sul blog di Sherif (ché voglio essere quella che ne ha di più), sono andata a spulciare questi IP, giungendo alla sbalorditiva scoperta che quasi tutti i commenti partivano dalla sede romana dell’Angelo Costa SpA, quando in orario d’ufficio, da casa Sbai, quando in ore notturne o giorni festivi.
A questo punto, dopo aver chiacchierato un pochino con Angelo Costa nel pomeriggio, mi sono preparata alla “grande telefonata”: il Cohiba della sera, scatoletta di fiammiferi in legno di sandalo, portacenere, calice di Brunello, Debussy in sottofondo, il device per registrare la telefonata sul portatile e quindi, voilà.
La chiamo.
Ora, nella querela che ha proposto, Souad Sbai sostiene una serie di cose che suppongo le abbia dettato il maggiordomo del Corsera: che io l’ho minacciata, che le ho detto che sono una donna molto potente e che se non avesse smesso di frequentare Magdi Allam mettendosi a frequentare me, l’avrebbe pagata, che la IADL l’avrebbe messa a tacere per sempre, svuotandole il conto in banca. Tutto ciò, naturalmente, inframmezzato con qualche fatwa e altre diavolerie del genere.
Ora, però, si da il caso che conoscendo le mie polle - Maghe e Magdaleni compresi - la consegna che abbiamo in organizzazione riguardo le telefonate che facciamo a una certa tipologia di appartenenti al genere umano (per caso, suppongo), è “non parlate MAI se non avete acceso un registratore”.
Per me sarebbe davvero morta li. La questione, non la Sbai, cosa avete capito?
Adesso mi è toccato salvare l’mp3 delle nostre 2 conversazioni su CD, salvare tutti i commenti, completi di intestazione, speditici sia dalla Angelo Costa sia dal suo domicilio, le mail diffamatorie inviate dalla sua casella di posta con lo stesso IP dei commenti a banche ed altre istituzioni, le mail ricevute dalle persone che hanno scoperto che lei firma con i loro nomi improbabili appelli contro gli immmigrati e i musulmani, quindi chiudere la denuncia per calunnia, e perdere un paio d’ore del mio tempo per andare a depositare il tutto. Mi sono comunque divertita.
A tutti quelli che hanno presentato una qualche querela sostenendo che io abbia profferito minacce durante una delle mie conversazioni telefoniche, voglio ricordare che la querela si può rimettere solo previa accettazione del querelato. E vi assicuro, che anche se ritenessero opportuno rimetterla - dopo quello che succederà a questa poveretta - mi verrà comunque notificata, e in ogni caso io non firmerò MAI l'atto di accettazione. Questo tango lo si balla fino in fondo.
Vi dicevo all’inizio che ritenevo questa particolare querela assolutamente buffa. E adesso vi dico quali sono i motivi.
Per giustificare la raffica di mail e commenti di cui ci ha gratificato per qualche settimana, ‘sta miracolata di Pisanu e di Basaglia scrive - in calce alla querela - che nel settembre del 2005 la Angelo Costa (o lei stessa) avrebbe assunto uno stagista per il giornaletto che lei afferma di dirigere, ma che di questa persona - pur assunta dalla Angelo Costa - non può fornire un cognome, un documento, un indirizzo, solo un nome: Elia.
Ça va sans dire che dopo una settimana il fantomatico Elia è scomparso senza lasciare traccia. Si è materializzato giusto il tempo necessario a diventare il capro espiatorio, colui che ha scritto per qualche recondito motivo, quei commenti deliranti.
La nota stonata è che “Elia” coprirebbe solo i commenti spediti in orario d’ufficio. Perché ci sono anche quelli che venivano inviati dal computer di casa la sera, anzi, la notte. Suppongo che non sia riuscita a convincere nessuno ad accollarsi la responsabilità delle minacce, degli insulti razzisti e violenti dei quali ci ha gratificato, e che abbia dovuto inventarsi lì per lì una scusa. Appunto.
A questo punto è lecita un’interessante congettura: la direttrice di "Bonne Hebdo" - il settimanale della potente lobby delle sguattere e lavandaie -, si portava lo stagista a casa, di notte. Sono curiosa di vedere come giustificherà il fatto di aver aperto la sua casa ad un perfetto sconosciuto, mettendolo in contatto con i suoi figli e consentendogli l’uso del suo computer personale.
Quindi, dalla querela della Sbai si evincono un paio di cose: la Angelo Costa assume stagisti senza richiedere loro documenti, suppongo violando la legge, e la signora si porta il lavoro a casa...
Ma l’altra cosa, ancora più buffa, è che il pubblico ministero incaricato del fascicolo è Franco Ionta, capo del Pool antiterrorismo della Procura di Roma. Insomma, questo povero cristiano, che suppongo abbia cose davvero importanti di cui occuparsi, si ritrova a dover disporre indagini per le panzane di una maniaca mitomane esotica, che le bugie non le sa nemmeno inventare, figuriamoci raccontarle.
Questo lungo post lo scrivo giusto perché oggi mi tocca fare la notte in ufficio ed avendo in sottofondo il sonoro di Reservoir Dog, mi sembrava appropriato.
Però, con un semplice processo di logica induttiva, al coraggioso stagista di bocca buona, “Elia”, un cognome glielo potremmo anche trovare: è uno stagista, va di notte a casa del capo a fare non si sa bene cosa... Secondo me è Lewinsky. Elia Lewinski.
Elia, se mi leggi, fatti vivo. Un Cohiba lo troviamo, né.
Dacia Valent
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[Domandina della sera| mercoledì, 23 agosto 2006
| 21:46 ] |
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Se per porgere la solidarietà ad Israele si va in Sinagoga, per protestare per la cancellazione del Libano dalle carte geografiche, ci si deve rivolgere sempre in Sinagoga?
Dacia Valent
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[L'antisemita| martedì, 22 agosto 2006
| 20:45 ] |
«Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. È una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell'orrendo massacro. Il responsabile dell'orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. È un responsabile che dovrebbe essere bandito dalla società»
Sandro Pertini
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[We, the people| sabato, 19 agosto 2006
| 23:59 ] |
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Pare che oggi gli israeliani ebrei abbiano violato la tregua bombardando il Libano, portando così a 73 il numero di risoluzioni delle Nazioni Unite violate. Facendo inorridire gli israeliani cristiani e musulmani, che da giorni stanno chiedendo le dimissioni di Olmert.
Per amor del vero, anche molti israeliani ebrei le stanno chiedendo, la maggioranza dei quali - naturalmente - per motivi opposti a quelli dei loro concittadini: a differenza dei musulmani e i cristiani, gli ebrei malvagi gli augurano di andare a raggiungere Sharon, ma solo perché ne ha ammazzati pochi di libanesi e ci sta mettendo un po’ troppo per concludere il fastidioso dossier del genocidio dei palestinesi, utile a completare il furto della loro terra, iniziato nel 1948.
Queste settimane di guerra sporca, come tutte le guerre nelle quali sono stati coinvolti - sia come vittime sia come carnefici - gli ebrei, ci hanno presentato uno spaccato della società israeliana da far accapponare la pelle.
Dalle bruttissime bambine che firmano le bombe alle microonde (quelle che cuociono gli organi interni delle vittime, anche a distanza), a ministri del turismo che hanno lo scolapasta in testa e le mani sporche di sangue innocente, fino al sindacalista di sinistra membro di Peace Now che manda le truppe ad uccidere civili inermi.
Sul fronte libanese, invece, un manipolo di coraggiosi partigiani, che hanno combattuto fino all’ultimo giorno, impedendo l’avanzata dei macellai dalla stella di David, e che oggi sono impegnati a fianco del loro popolo nella ricostruzione.
Su fronte palestinese, il Padre di Mazen ha annunciato l’accordo che istituisce il governo di unità nazionale per guidare la Palestina, la cui nascita è prevista per la fine di agosto.
Il Libano perso, la Palestina unita grazie al coraggio di Hamas e di Hezbollah e del Libano intero, popoli che si stanno stringendo intorno alla meravigliosa resistenza che molti coraggiosi hanno opposto a chi voleva annientare lo spirito e il futuro, grazie alle armi ed agli appoggi di un paese diventato grande grazie al genocidio dei nativi americani ed allo sfruttamento per secoli del lavoro non pagato di milioni di schiavi Neri.
Il piccolo Davide armato solo di Katiuscia ha ricacciato lo spropositato Golia dei droni e dei missili teleguidati nell’inferno che merita e che si è costruito con le sue proprie mani.
La lezione che abbiamo imparato è semplice: forse Israele può battere gli stati, ma perderà sempre contro i popoli.
E il popolo, per Dio, il popolo siamo noi.
Dacia Valent
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[Io ti ho fatto e io ti distruggo| giovedì, 17 agosto 2006
| 18:39 ] |
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Vediamo di capirci: davvero pensate che ci si beva la storiella secondo la quale il corteo di piagnucolosa - ed indignata - condanna del gesto crudele e disumano di Mohammed Saleem provi un minimo di pietà per Hina Saleem?
Se Hina fosse stata una giovane musulmana tradizionalista, ed avesse deciso di vivere con un bravo ragazzo musulmano tradizionalista, crescendo bravi bambini musulmani tradizionalisti, e fosse stata uccisa da un rapinatore perché ribellatasi invece di giacere supina come gli altri rapinati o magari da un poliziotto perché non si era fermata ad un posto di blocco, nessuno delle prefiche odierne troverebbe fossanche una parola di cordoglio.
Questa vittima, invece, è “un cadavere spendibile”: per lei nessuno passerà le immagini della fossa nella quale l’hanno sepolta, o le macchie di sangue della sua camera da letto, alla lente di ingrandimento, no, lei è il simbolo, la prova defunta, che la maggioranza delle musulmane vorrebbero abbracciare i valori occidentali, diventare veline, farsi qualche pera ogni tanto, ed in quanto apostate rischierebbero di essere uccise da un qualche barbuto.
Nessuno di questi lacrimanti moralizzatori si è posto il problema di capire che, oltre alla religione, ci sono mille altre, piccole ed impercettibili, correzioni di rotta che hanno portato Mohammed Saleem a trasformarsi da padre magari burbero ma pur sempre amorevole come di solito sono i padri, nell'assassino di sua figlia.
La vita di una ragazza che - generalmente - sarebbe stata la disperazione della sua famiglia è stata annichilita dalla mano di suo padre, certo, ma anche dall’ignoranza e dal gap esistente tra i genitori ed i parenti arrivati da poco (cresciuti altrove, con altre tradizioni e metodi educativi), e il suo essere cresciuta in questo paese.
Qui Hina - e tutte le altre piccole e grandi Hine - aveva acquisito una percezione diversa della vita e di ciò che da essa si aspettava, affrontandola in maniera forse più liberale, forse più spudorata.
Ebbene, la sua povera vita spezzata è diventata un altro terreno dove coltivare la pianta dell’odio per i musulmani.
Nessuno, però, che si fermi a analizzare la contiguità tra cose che accadono anche in una miriade di famiglie italianissime e cristianissime: incapacità di dialogo, una figlia sempre più distante, un padre che non capisce perché le cose siano cambiate così, un fidanzato (in questo caso italiano, che di regola è l’orgoglio delle famiglie immigrate ed anche una porta per la cittadinanza) che però di sposarla non vuole sentirne parlare, magari ex tossicodipendente con problemi di giustizia, una ex-bambina per la quale si erano immaginati ben altri scenari che torna a casa ogni settimana, con un tatuaggio in più, con un altro piercing, che si teme abbia cominciato a drogarsi.
Certo, non è giustificabile. Certo, è orribile. Certo. Ma quell’uomo è un’eccezione, non la regola.
Io penso anche a Jennifer Zacconi, prima venduta dalla sua famiglia ad un uomo molto più vecchio di lei, in cambio della remissione di un debito e quindi sepolta viva con la sua creatura in grembo, per difendere l’onore del suo amante.
Io penso anche a Bruna Morabito, giovane avvocato sopravvissuta per miracolo a 4 colpi sparatigli alla testa da suo fratello, perché colpevole di aver avuto un figlio senza essere sposata, e di aver così macchiato l'onore della sua famiglia.
Io penso anche a Samuele Lorenzi, un bimbo ucciso da sua madre perché questa donna temeva che fosse ritardato, e che la sua stessa vita potesse insudiciare l'onore di una famiglia altrimenti perfetta.
Mohammed Saleem, facendo un grosso sforzo, una giustificazione potrebbe averla. Magari perché non ha goduto della ricchezza dell’istruzione in questo paese, forse perché è cresciuto in un paese dove i rapporti tra padri e figli si basano su una ferrea prassi di potere che qui non c’è, certamente perché la religione diventa un rifugio di fronte al rifiuto della società ospite di integrare questi nuovi futuri cittadini, quando accetta si il loro duro lavoro ma nega loro identità ed accoglienza.
Ma quale potrebbe essere la giustificazione di Lucio Nieri, Giovanni Morabito e Annamaria Franzoni? Loro sono cresciuti nella religione dell’amore, hanno vissuto imbevuti nei valori occidentali fin dal loro primo vagito, hanno avuto Raffaello, Dante, il Rinascimento, il Manzoni, la Capella Sistina e la libertà di stampa e le libere elezioni e di tutto e di più.
Facciamo a capirci davvero: hands off da Hina, la necrofilia potrà essere uno sport che amate praticare, dalle ammucchiate con gli ebrei di Auschwitz alle raccolte di fotografie necropornografiche da scandagliare al microscopio per accertare che quel preciso bambino libanese non si sia in realtà suicidato per gettare discredito sulla democrazia ebraica.
A voi piace farvi scudo dei morti per giustificare altra morte, altri sacrifici al vostro Moloch. A me, francamente, fate schifo.
Dacia Valent
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[Hina Saleem| lunedì, 14 agosto 2006
| 12:54 ] |
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È stato arrestato. Gironzolava intorno ai Carabinieri in Val Trompia. Sotto le unghie - forse - ancora il sangue di sua figlia: sgozzata da dietro, come l’agnello di Dio. La gola finita di aprire con le mani, il coltello che la ferisce, dopo morta nel resto del corpo.
E nella testa l’idea che è stato Dio a volere questo scempio.
Ora non voglio parlare di quello che è successo, non ce la faccio. Prima devo pensare, prima devo piangere, prima devo pregare.
Dacia Valent
ADNK (CRO) - 14/08/2006 - 15.27.00
BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM
ZCZC ADN0489 7 CRO 0 RTX CRO RLO BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM = ''VITTIMA DI UN MODO DI VIVERE LA RELIGIONE CHE E' DIABOLICO'' Brescia, 14 ago. - (Adnkronos) - “Ciò che questo macellaio ha compiuto è un abominio religioso, oltre ad essere un reato gravissimo. La grande professionalità dei carabinieri, guidati dal colonnello Valentini, la sua umanità ha prevalso su uomini-bestia che delle donne hanno una considerazione barbarica, indegna della civiltà umana. Come donne e come musulmana non posso che rabbrividire e piangere per la vita di una giovane donna, spezzata dall'ignoranza e dalla bestialità di un uomo che avrebbe dovuto difenderla e proteggerla”. Lo ha dichiarato Dacia Valent, portavoce nazionale della Islamic Anti-Defamation League, la Lega Anti-Diffamazione Islamica, che fornisce gratuitamente difensori legali agli appartenenti alle minoranze etniche e religiose. “Esiste il diritto, per gli imputati, di avere la migliore difesa possibile - ha sottolineato Valent - di fronte a questo omicidio osceno, se mai dovessimo essere contattati, ci dovremo porre il problema tutto politico, e anche religioso, di cosa fare. Inizialmente la risposta è «no», ma se neghiamo la difesa a un malvagio cosa garantirà i buoni il nostro sostegno. Allah non voglia che veniamo interpellati, è l'unica cosa che riesco a sperare. Quella giovane donna è una martire musulmana, vittima dell'ignoranza, vittima dell'emarginazione, vittima di un modo di vivere la religione che è diabolico”. (segue) (Mzz/Pe/Adnkronos) 14-AGO-06 15:28 NNNN
ADNK (CRO) - 14/08/2006 - 15.37.00
BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM (2)
ZCZC ADN0514 6 CRO 0 RTX CRO RLO BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM (2) = ''COMUNITÀ MUSULMANA ITALIANA SI PREPARI A GRANDE DIBATTITO INTERNO'' (Adnkronos) - “È necessario che la comunità musulmana italiana si prepari ad un grande dibattito interno - ha osservato portavoce nazionale della Islamic Anti-Defamation League - perchè è intollerabile che si voglia importare in Italia un Islam che cozza con le tradizioni culturali e politiche di questo paese, quelle che ci hanno costruito come soggetti politici attivi di questa società. È nostro compito, quello dei dirigenti musulmani nazionali, quello di trovare una via italiana all'Islam, così come il Profeta ha insegnato a tutti noi”. “Non siamo né in Pakistan né in Arabia Saudita - ha concluso Dacia Valent - noi donne e uomini musulmani italiani, siamo figli di un percorso politico, culturale, economico, sociale e storico che nulla ha a che vedere con questa barbarie. Da musulmana italiana, rivendico il dovere, e sottolineo «dovere», di imporre di nuovo l'umanità della nostra religione, perché non viviamo nè nella povertà economica del Pakistan o della Somalia né nella limitatezza culturale di società che escludono le donne dall'istruzione e dalla partecipazione politica”. (Mzz/Pe/Adnkronos) 14-AGO-06 15:38 NNNN
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[Tacitamente| lunedì, 14 agosto 2006
| 10:29 ] |
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Palestina, Afghanistan, Iraq, Libano: auferre, trucidare, rapere falsis nominibus democratia, atque ubi lanienæ faciunt, pacem appellant.
Dacia Valent
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[I partigiani| mercoledì, 09 agosto 2006
| 13:05 ] |
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Lo avrai
camerata Olmert
il monumento che pretendi
da noi palestinesi e libanesi
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colle cime inviolate delle montagne
che per tanti anni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
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[Aiutini ad Israele| martedì, 08 agosto 2006
| 22:25 ] |
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Accipicchia signori, non possiamo rimanere inerti di fronte ai pericoli che corre il piccolo stato più democratico dell’universo mondo, la cui immagine immacolata più della Madonna è distorta dalla stampa ormai asservita al Califfato.
Mobilitiamoci tutti quanti per mandare aiuti ai poveri ebrei israeliani che stanno morendo a nugoli, come le mosche, per colpa degli agguerriti terroristi libanesi.
Un paio di poveri israeliani sono morti l’altroieri quando un razzo li ha colti dopo che avevano cercato rifugio in un ristorantino alla moda di Haifa, che poi abbiano approfittato per ordinare un carpaccio con rucola, insalata di pompelmi rossi, macedonia, caffè e grappa kosher, è stato puramente incidentale: non crederete che i poveri israeliani terrorizzati vadano per ristoranti, con i tempi che corrono e gli aumenti causati dall'euro?
E se ci vanno, lo fanno certamente per riaffermare il loro diritto allo shopping, allo spinning e alla techno music. Ah, e all'esistenza.
Non sono mica come gli Hezbollah, quei fondamentalisti estremisti religiosi, che teleguidano i loro micidiali missili dal bordo | |